Appuntamenti


In questa pagina troverai gli appuntamenti culturali, sportivi e turistici che si svolgono in Italia.

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Per segnalare i votri appuntamenti, turisti e culturali, da inserire in questa pagina (gratuitamente), potete inviare una e.mail a: sandro@avventuraitalia.it
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In questa pagina leggerai:
I presepi di Montalbano di Zocca (Modena)
Viaggio nella Romagna dei Presepi
Cesenatico, il presepe della Marineria
La Turba di Cantiano (Pesaro), riti Pasquali
Il carnevale di Sappada

Montalbano borgo dei Presepi

Dall’8 dicembre al 31 gennaio 2017 a Montalbano di Zocca una suggestiva rappresentazione di presepi lungo le vie del borgo antico a cura della Associazione Culturale Compagnia del Borgo di Montalbano

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Dall’8 dicembre al 31 gennaio a Montalbano di Zocca una suggestiva rappresentazione di presepi lungo le vie del borgo antico. (a cura della Associazione Culturale Compagnia del Borgo di Montalbano).
L’atmosfera del Natale prende vita a Montalbano di Zocca, un piccolo borgo antico di rara suggestione, che ha conservato intatto il fascino del fortilizio, con il saliscendi dei vicoli, della chiesetta settecentesca, con la sua graziosa canonica, ora adibita a locanda, su cui si erge il campanile del ‘600.
È in questo suggestivo scenario che per il quarto anno consecutivo, dal 8 dicembre al 31 gennaio, si può ammirare una splendida esposizione di originali presepi, collocati negli angoli più graziosi e caratteristici del borgo antico. Così, seguendo la stella lungo le vie del centro, si potrà ripercorrere il viaggio dei Re Magi per giungere alla capanna del bambinello.  Nei pomeriggi festivi verranno offerti vin brulè e dolci.
Inoltre il 6 Gennaio è in programma un simpatico “Raduno delle Befane” che si ritrovano a Montalbano per partecipare ad un singolare concorso: verrà, infatti, premiata quella più brutta! Per l’occasione, le simpatiche vecchiette non porteranno solo carbone, ma doni per i bambini, dolci e vin brulè per tutti.

Nuovo sito internet dei presepi di Montalbano: https://presepimontalbano.wordpress.com/
Pagina Facebook:   segui la stella nel borgo dei presepi

Fonte notizia e fotografia il sito internet: http://www.provincia.modena.it


Viaggio nella Romagna dei Presepi

Itinerario Natalizio alla scoperta dei sapori e delle bellezze della terra di Romagna. Benvenuto in terra di Romagna: patria dei Presepi meccanici.
Il Presepe meccanico nasce nel primo dopo guerra a Cesena (FC) ad opera di don Galileo Macori, esperto meccanico di orologi. Don Macori ideò 5 grandi Presepi meccanici in onore dei feriti di guerra e li espose nelle più grandi città italiane, riscuotendo un enorme successo. Don Galileo Macori è tutt’ora considerato il maestro di tutti i presepisti romagnoli che, partendo dal suo esempio, hanno a loro volta creato Presepi meccanici in numerose località. Il numero e l’alta qualità dei Presepi meccanici romagnoli sono una realtà unica in Italia, per questo l’Associazione culturale Presepi Famiglia Gualtieri si è fatta promotrice del progetto “Viaggio nella Romagna dei Presepi” creando un percorso turistico natalizio all’insegna del genio presepiale della sua terra. Davvero da non perdere!

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Potete leggere l’itinerario sul sito internet:
http://www.presepigualtieri.com/Presepi_Gualtieri/Romagna_dei_Presepi.html
Fonte notizia la segnalazione ricevuta tramite e.mail dagli organizzatori
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Cesenatico il presepe della Marineria

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Nel periodo di Natale, dalla prima domenica di dicembre sino all’Epifania, le barche della Sezione Galleggiante del Museo della Marineria diventano il palcoscenico del Presepe della Marineria. Il presepe è nato nel 1986 ed è opera degli artisti Tinin Mantegazza, Maurizio Bertoni e Mino Savadori, da un’originale idea di Guerrino Gardini.
La prima statua scolpita è stata quella di San Giacomo, patrono di Cesenatico a cui nel corso degli anni se ne sono aggiunte molte altre. Non si tratta solo di statue tradizionali che si vedono nei presepi, ma di scorci ispirati dalla vita della gente comune di un borgo di pescatori, che racconta attraverso di essi, la vita di una città: pescatori, falegnami, burattinai, pescivendola, donna con le piadine, bambini e musicisti. Insieme alla Sacra Famiglia, e ai tradizionali pastori, possiamo vedere chi salpa o rammenda le reti, chi conduce le imbarcazioni, chi vende il pesce; senza tralasciare particolari singolari come la presenza di un gruppo di delfini che si affacciano dall’acqua con curiosità. Le statue sono a grandezza naturale: i volti, le mani, i piedi e tutte le parti esposte sono scolpite in legno di cirmolo, gli abiti drappeggiati sono realizzati in tela irrigidita dalla cera pennellata a caldo su strutture di legno rese voluminose dalla rete metallica modellata nella forma voluta. Il risultato è di grande effetto, reso ancora più suggestivo dalle illuminazioni delle barche che si riflettono sull’acqua del canale. Ogni anno il Presepe si arricchisce di una nuova statua e un nuovo personaggio. Dalle 7 figure con cui esordirono nel 1986 oggi il patrimonio scultoreo è di una cinquantina di statue. Si và così realizzando il progetto degli artisti Bertoni e Savadori di dotare nel corso degli anni ognuna delle imbarcazioni di un timoniere e di un prodiere. Le figure sono pensate come elementi di una rappresentazione, da vedere dalle sponde del Porto Canale Leonardesco come da una platea; illuminate, perché nel Presepe sono le luci che danno vita alle figure e scandiscono il racconto. Ed è proprio al calare della sera che il Presepe della Marineria si accende, come se si aprisse un sipario.

Fonte notizia e fotografia il sito internet: http://www.presepemarineria.it/
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La Turba di Cantiano (Pesaro)
le suggestive rappresentazioni Pasquali del Venerdì Santo
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Seguire il Venerdì Santo a Cantiano

Più che un momento la Turba è un percorso la cui lunghezza e asperità ognuno liberamente sceglie

È ancora buio quando, la mattina del Venerdì Santo, le prime assonnate persone si presentano in Collegiata per iniziare il percorso espiatorio della peregrinazione delle “Sette chiese”. Ci si incammina tra le vie e i colli del paese; tra canti, preghiere ed apprensione per un tempo spesso inclemente. È qui, su queste strade e tra queste chiese che, trasponendo i luoghi della passione di Gesù in questo simulacro di Gerusalemme, da secoli questa viene rievocata in una processione figurata ed allegorica. L’imponente trasposizione del mistero della condanna, morte e resurrezione di Nostro Signore trova ricostruzione scenografica in altrettanti siti che invitiamo a visitare ancor prima che essi vengano popolati dalle molte figure, ora chiassose ora mute, che lì troveremo non appena farà buio. Dalla piazza principale (piazza Luceoli) che incornicia e completa la ricostruzione ideale dei palazzi di Gerusalemme, dal luogo ove i congiurati concordano sul da farsi per eliminare il Messia, ci si incammina per via IV Novembre e piazzale Bartolucci fino a giungere al Parco della Rimembranza dove, oltrepassato il “Cedron” (torrente Tenetra) troviamo la ricostruzione del Cenacolo. Nemmeno celatamente tributo alla pittura rinascimentale, coronata da folta vegetazione ed incastonata nella splendida cerchia delle vette del massiccio del monte Catria che funge da fondale, la casa accoglierà Gesù ed i suoi per l’ultimo incontro e la supplica elevata al Padre prima che la rumorosa turba degli emissari del Tempio ponga inizio alla fine. E di nuovo in piazza, per le stesse vie, tra gli stessi palazzi che si rinviano recirpocamente il destino terreno di Gesù. Le ingiurie degli accusatori, dei falsi testimoni e della folla ad arte istruita, le percosse dei soldati. Tra le soffocate suppliche dei suoi più fedeli seguaci, dei puri di spirito, delle donne e della Madre inizia il lento supplizio che condurrà Gesù per via Allegrini e via del Fiancale sino al colle della crocifissione che sovrasta la chiesa di S. Ubaldo, ospite da tempo immemore del Santo Sepolcro e dei custodi di questa tradizione. Un attimo di pausa per godere della splendida vista sul paese e sulla verdissima teoria di montagne che lo abbracciano e magari, se la visita si svolge nel pomeriggio, il lugubre rincorrersi dei tocchi delle campane richiamerà il viaggiatore al vero oggetto della sua visita, quello che di lì a poche ore lo porterà ad essere spettatore senza per questo sentirsi estraneo. Ripercorrerà allora lo stesso cammino senza immaginare ma immedesimandosi nella vicenda sino su questo colle che si erge a testimonianza della resurrezione posta al termine di un percorso salvifico intrapreso per noi. È qui che osservata dalla sottostante piazza del Mercato o direttamente vissuta, tra la luce di centinaia di fiaccole, nell’inerpicarsi della via dolorosa, la comunione del visitatore con il mistero trova il suo culmine nello sgomento delle donne che gli annunciano la resurrezione trasformandolo in pellegrino affinché possa cercare dentro di se la dimensione della propria fede.
Fonte articolo il sito internet della manifestazione “La Turba” di Cantiano: http://www.laturbacantiano.it/
La fotografia è di Giovanni Capodacqua, ed è stata presa sempre dal sito internet di “La Turba”.
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Il Carnevale di Sappada – Plodon

Il carnevale è il magico momento liberatorio di molte culture popolari. È un periodo dell’anno in cui è consentito il rovesciamento dei ruoli, il comportamento trasgressivo, la satira contro i potenti e la società. Anche a Sappada / Lodn tutto questo è successo, costruendo gradualmente nel corso dei secoli personaggi e comportamenti legati alla vita della località, ai suoi riti e alle sue consuetudini. Come ovunque, la tradizione si stemperata negli ultimi decenni in seguito al rapido cambiamento sociale ed economico; tuttavia il carnevale conserva ancora oggi tutto il suo fascino originale.
A sappada / Plodn il tempo di carnevale si apre con la “domenica dei poveri”, seguito dalla “domenica dei contadini”, e infine dalla “domenica dei signori”. In ognuna di queste giornate si assiste alla sfilata dei mascherati, con costumi, le maschere lignee e i comportamenti ispirati in volta in volta al tema indicato.
Nella “domenica dei poveri” le maschere simulano le tristi situazioni e le misere astuzie che i poveri si inventano per campare. Nella “domenica dei contadini” si vedono circolare nelle strade innevate carri e attrezzi agricoli e.. cumuli di fieno; vengono anche rappresentati gli antichi (e oggi dimenticati) lavori dei valligiani e si usa passare nelle case per chiedere doni alimentari. Nella “domenica dei signori” si esibiscono le maschere raffinate: costumi di pregio ricamati, comportamenti eleganti e balli fino a sera.
Il mascheramento è sempre totale e per regola nessuno mai scopre il volto durante la farsa, in modo da prolungare il gioco fra il pubblico locale, che avanza le congetture più disparate sull’identità del mascherato. Importante nella maschera sappadina è la parlata che, grazie al volto in legno, permette al protagonista di parlare con voce alterata dal rimbombo e perciò irriconoscibile.
La figura centrale del carnevale è il “Rollate”, personaggio austero che incute timore per il suo aspetto: di alta statura e robusto, vestito da un pellicciotto con cappuccio, da pantaloni a righe ricavati dalla “hille”, tela che serviva a coprire gli armenti nei mesi invernali, pesanti scarponi ferrati e il volto coperto da una maschera lignea dai lineamenti duri e grandi baffi scuri. Il “Rollate” brandisce una scopa che a seconda dei casi viene usata in modo scherzoso o minaccioso; legate alla vita da una catena ha le “rollen”, sfere in bronzo contenenti biglie che rumorosamente annunciano il suo arrivo. Il fazzoletto legato al collo manifesta lo stato civile dell’uomo mascherato: bianco per i celibi e rosso per i coniugati.
L’origine di questo personaggio mitico, simbolo di Sappada / Plodn, si perde nella notte dei tempi. Oggi il “rollate” apre le sfilate mascherate ed ha un ruolo non solo coreografico e di richiamo, ma soprattutto protettivo per le maschere che a lui si accompagnano.
Fonte notizia il pannello espositivo nell’area della manifestazione.
Le fotografie sono state fatte da me.